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Tregua Fiscale, le misure nella Legge di Bilancio 2023

La Legge di Bilancio 2023 contiene una serie di formule sulla tregua fiscale con misure che il contribuente può usare per sanare diversi tipi di irregolarità. Di seguito un riassunto delle misure.

Tasse ridotte sulle imposte non pagate

Si possono pagare con sanzioni ridotte le tasse non pagate relative ai periodi di imposta 2019, 2020 e 2021. La sanzione applicata sarà del 3% e non più del 10%.

Questo vale anche per le somme eventualmente rateizzate: si paga la somma residua applicando la sanzione ridotta del 3%.

Irregolarità formali

Grazie alla tregua fiscale, c’è la possibilità di correggere irregolarità formali, che quindi non incidono sull’imposta dovuta. Per irregolarità fiscali si intendono i casi in cui il contribuente ha commesso errori, dichiarativi o procedurali, che non comportano il pagamento di minori tasse rispetto al dovuto.

Si può sanare la situazione pagando 200 euro per ogni periodo d’imposta a cui si riferisce l’irregolarità.

Il pagamento viene effettuato in due rate annuali di pari importo, da pagare entro il 31 marzo 2023 e 31 marzo 2024. Questo, solo se l’irregolarità non è stata formalmente contestata dal fisco. Non è possibile utilizzare questo strumento per far emergere attività finanziarie detenute all’estero.

Stralcio delle cartelle fino a mille euro

Il condono previsto dalla tregua fiscale, che avverrà automaticamente entro il 31 marzo 2023, riguarda le cartelle esattoriali di importo fino a mille euro affidate all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.

Se il debito è verso un’amministrazione locale (IMU, multe stradali) o verso un istituto previdenziale privato, lo stralcio è solo parziale: riguarda solo interessi per ritardata iscrizione a ruolo, sanzioni e interessi di mora.

Tali enti possono comunque decidere, entro il 31 gennaio, di non aderire a questo mini stralcio.

Tregua fiscale 2023, nuove rottamazioni

La nuova rottamazione riguarda le cartelle esattoriali di importo superiore a mille euro, se affidate all’agente della riscossione entro il 2015, e anche tutte le cartelle successive, affidate all’agente della riscossione fino al 30 giugno 2022

La nuova rottamazione prevista dalla tregua fiscale del governo Meloni si può quindi utilizzare per tutte le cartelle affidate entro giugno con la sola eccezione di quelle che il Fisco procederà a stralciare automaticamente, perché ricadono nella sanatoria per debiti fino a mille euro.

 Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2023, oppure a rate.

Tregua fiscale e liti pendenti

Se c’è già un contenzioso in corso con il fisco, è possibile sanare la propria posizione. 

Se è già arrivato l’atto di accertamento, si può chiudere la pendenza pagando, oltre al dovuto, una sanzione ridotta di un 18esimo. È prevista una rateazione fino a 20 rate trimestrali di pari importo.

Se c’è una controversia tributaria pendente, quindi è in corso un processo tributario, si può sanare la lite in ogni grado di giudizio (anche in Cassazione). Qui le somme da pagare cambiano a seconda del grado di giudizio: il 90% in primo grado, mentre nei seguenti gradi di giudizio dipende da come è andato il giudizio precedente.

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